Jobs Act nell'Esercito?

«Con il principio della tutela della salute lo Stato Maggiore dell’Esercito applica al personale militare la cosiddetta circolare I.M.C, “indice di massa corporea”, n.M_DE24363 REG2016 0016099 del 16.03.2016 del Comando Sanità e Veterinaria con oggetto: linee guida per il trattamento delle condizioni in eccesso ponderale (ed.2016).
Detta circolare fissa un limite tra l’idoneità e la non idoneità al servizio, ossia il limite del 30 per cento per gli uomini e il 28 per cento per le donne, riconducendo il controllo ad una mera applicazione di una formula scientifica senza tenere contro della specificità di ogni individuo, ovvero: gli anni di servizio, l’età, l’impiego, la propria storia professionale, la propria condizione familiare. 
Il personale non viene sottoposto a controlli specialistici “nutrizionisti, dietisti, psicologici”.
Discorso a parte va fatto per i veterani un po’ più avanti con l’età. Questa categoria di soggetti è infatti influenzata da altri fattori, rispetto agli adulti più giovani, come le modificazioni biologiche collegate all’età, allo stato di salute, allo stile di vita, ai fattori socioeconomico b, stress psicofisico lavoro correlato.
La citate linee guida non contengono nessun riferimento normativo di rango previsto dal quadro giuridico vigente, si tratta di una circolare imposta al personale che all’atto dell’arruolamento non erano sottoposti a questo tipo di procedura.
L'amministrazione rivendica detta circolare, citando l'articolo 582 del decreto del Presidente della Repubblica del 15 marzo 2010 n. 90 recante i regolamenti in materia di ordinamento militare art. 14 della legge 28 novembre 2005 n. 254 da premettere icriteri sono fissati esclusivamente per il personale che attraverso il concorso transita in servizio permanente, mentre per il personale in carriera (in servizio permanente), la citata direttiva è orientativa, all'atto del giudizio per l'idoneità al servizio occorre tener conto l'età, gli anni di servizio, la categoria e l'impiego.
Inoltre può essere retroattiva questa legge? 
Più volte Il Cocer Esercito è intervenuto per la conservazione del posto di lavoro ai sensi dell’ex articolo 1478 e 4 del Decreto legislativo 15 marzo n.66 alle delibere n.12 del 2018 e n. 15 del 2016.
Il personale sottoposto alla circolare che non riesce a rientrare nei parametri previsti dal calcolo matematico dell’indice di massa corporea, anche in assenza di patologie permanenti, viene collocato in convalescenza per lunghi periodi, fino a 180 giorni, pagato senza lavorare, il tutto per ridurre l’IMC di almeno due punti la massa grassa dopo di ciò si avvia la fase delle convalescenze, fino a due anni. 
Questa procedura potrebbe incrementare un grave spreco economico per le casse dello Stato poiché si pagano persone collocate dalla propria amministrazione a riposo coatto per dimagrire, dall’altra parte queste interminabili convalescenze mettono a rischio nel tempo il proprio posto di lavoro e potrebbero rallentare la propria carriera. 
Nelle tabelle (ferme al 1992) delle valutazioni di infermità, l’obesità non viene menzionata; le CMO applicano la normativa rigidamente rispetto ad altre patologie permanenti. 
Non potendo riformare solo per l’obesità, tendono a far sforare i 730 giorni (stipendiati senza lavorare per risposo forzato) di aspettativa, con conseguente decadimento dal servizio e con la possibilità di non transitare nei ruoli civili.
L'amministrazione garantisce che il militare posto in convalescenza poiché non rientra perfettamente alla formula scientifica sul peso, nel caso rientra nella formula, può anticipare la visita per l'idoneità al servizio. 
Per quanto concerne invece l’invalidità civile, la percentuale d’invalidità può essere concessa ad un soggetto obeso (soltanto in presenza di obesità di terzo grado con IMC superiore a 40 per cento) va dal 31 per cento al 40 per cento in quei soggetti con limitata funzionalità e con masse adipose voluminose tali da non poter svolgere le normali attività»; 
L’obesità va considerata come una patologia vera e propria da trattare come tale, ovvero con percorsi personali mirati di rieducazione elementare e di sport.
Un ambiente di lavoro particolarmente stressante può condurre alcune persone ad un deperimento generale, altre all’impinguamento: si può pretendere che una persona possa intraprendere un percorso per ristabilire un equilibrio salutistico se subisce la costante pressione psicologica della paura di perdere il lavoro?

Le proposte e criticità.

1. Concordiamo tutti che in linea di principio si debba tutelare la salute del personale tenuto conto della funzionalità delle nostre Forze Armate, ma si ritiene opportuno che occorre rivedere e sospendere temporaneamente detta circolare, poiché i parametri imposti risultano eccessivi e privi di fondamento scientifico con un ulteriore elemento di dubbio, nascente dal fatto che la circolare vigente preveda, in caso di superamento della percentuale del 30 per cento, l’obbligo per il personale di essere posto in convalescenza attraverso un lesivo meccanismo di deliberata “esclusione” anziché “inclusione” della persona dall’ambito lavorativo.
Di fatto la persona si ritrova sola a gestire e risolvere la propria condizione, dimenticando il vecchio motto dei militari “nessuno resti dietro”;

2. La tutela della salute è lo scopo primario di ogni norma e, per questo, occorre un vero e proprio cambiamento di “filosofia”, atto a preservare e mettere al centro della problematica la persona. 
L’aiuto va portato in loco con l’ausilio del DSS, degli istruttori ginnico-militari, per seguire un programma alimentare e sportivo all’interno delle strutture e in orari di servizio, evitando di porre, in convalescenza e con obbligo di presentarsi alle visite preposte solo alla scadenza di questa.

3. La convalescenza produce effetti dirompenti in termini di carriera e giuste aspettative in capo al personale rappresentato: non vengono effettuate le minime consulenze specialistiche in materia, nonostante provvedimenti quali quelli della collocazione in convalescenza (che rischiano di determinare la perdita del posto di lavoro). È noto che tali “rischi” non sussistono per gli appartenenti ad altre Forze armate, tanto meno in capo al comparto sicurezza, e ciò nonostante, i dettami legislativi di equa ordinazione. Le disposizioni in materia di I.M.C. possono portare fino alla perdita del posto di lavoro per riforma, ciò in palese disparità di trattamento tra il personale dello stesso comparto o tra i comparti Difesa-Sicurezza». Il Ministero della salute dà indicazioni ben precise sull’unità di misura I.M.C.;

3. Non è accettabile che l’unica alternativa prevista dalla circolare a tutela del militare che può anticipare il rientro a domanda se riesce a ridurre di almeno due punti il suo peso corporeo, prima del periodo previsto, tale procedura rischia di creare misure aggressive al proprio corpo per dimagrire in tempi brevi come l’utilizzo di medicinali, operazioni allo stomaco, ed altro.

4. Occorre avviare iniziative volte a modificare la circolare di cui in premessa, e che la circolare rivista deve essere applicata non solo all'esercito, ripristinando il principio di giustizia ed equità tra tutti gli appartenenti delle Forze Armate e le Forze Armate.

5. Detta circolare può in qualche modo condizionare e/o limitare l’esercizio del mandato dei delegati Cocer, Coir, Cobar dell’Esercito sottoposti a queste procedure.

6. Come si può conciliare l’applicazione della suddetta circolare con la normativa vigente in materia di diritti universali dell’uomo e di tutela della salute della persona, con quanto previsto dall’atto di arruolamento sottoscritto dai quadri permanenti, nonché con l’equo ordinamento tra le Forze armate e le Forze dell’ordine

Palermo 13/08/2018

Quando la parola Libertà aveva ancora un senso. "Quando ancora esistevano i saggi".

Battetevi sempre per la Libertà, per la Pace per la Giustizia Sociale. La Libertà senza Giustizia Sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame. Bisogna che la Libertà sia unita alla Giustizia Sociale. Sono un binomio inscindibile. Lottate quindi con fermezza o giovani che mi ascoltate, perchè lottate in questo modo per il vostro domani e per il vostro avvenire. Ma siate sempre tolleranti. Si lottate con la passione con cui ho lottato io e lotto ancora oggi, nonostante gli anni, per le vostre idee e per questi principi. Ma io vorrei che voi teneste presente un ammonimento di un pensatore francese. Ammonimento che io ho sempre tenuto presente alla mia mente ed al mio animo. Dico al mio avversario. Io combatto la tua idea che è contraria alla mia. Ma sono pronto a battermi sino al prezzo della mia vita perchè tu la tua idea la possa esprimere sempre, liberamente. Ecco quello che dico io ai giovani. Senza presunzione, quasi io fossi un loro compagno di strada, tanto mi sta a cuore la loro sorte. Ed io li esorto ad andare avanti, a continuare per la loro strada a cercare nella loro scuola tutte le cognizioni necessarie ad ascoltare i loro docenti per adornare la loro mente di cognizioni utili che serviranno domani per svolgere un attività nel nostro paese. E voi siete la futura classe dirigente del nostro paese e dovete quindi prepararvi per assolvere degnamente questo nobilissimo compito. Ebbene, io finchè vita sarà in me, sarò al vostro fianco nelle vostre lotte. Giovani che mi ascoltate. Lotterò sempre al vostro fianco per la Pace nel mondo per la Libertà e per la Giustizia Sociale.

Il Presidente Sandro Pertini

Il successo è cadere nove volte e rialzarsi dieci.

"Siete stati forti con i deboli e deboli con i forti, ma io sono sereno prima o poi la giustizia trionferà contro la cattiveria".
 
IL CASO FOTI (DELEGATO COCER)

In coincidenza alle mie battaglie a favore dei diritti sindacali e associativi dei militari, contrario alla nuova edizione della 2938, in contrasto con il precedente governo " non riordino delle carriere, miseri aumenti sullo stipendio".

Ecco cosa ho subito dal punto di vista disciplinare nell'undicesimo mandato: 

  • N. 13 giorni di consegna semplice dal mese di maggio 2015 al mese di novembre 2015;
  • Un processino di rigore con 39 atti di accusa (materiale scaricato dal mio blog privato);
  • Abbassamento delle note caratteristiche da eccellente alla nella media (poi rialzate, subito dopo il ricorso al Tar)
  • Il Gabinetto del Ministro della Difesa Roberta Pinotti respingeva la mia audizione gerarchica;
  • Due volte in convalescenza per eccesso ponderale: (un terzo tentativo fallito, in quanto hanno mal interpretato la circolare); 
  • Denunciato in Procura Militare e indagato dal 2015 al 2017 per diffamazione pluri aggravata e continuata sui social e dissobedienza, dopo due anni di indagini, dei Carabinieri con un centinaio di colleghi interrogati in tutto il territorio nazionale.
  • A giugno 2017 si concludono le indagini è vengo rinviato a giudizio "con l'accusa di aver diffamato i miei superiori.in un allegato (che riportava fatti realmente accaduti) alla delibera 42 del Cocer Comparto Difesa . N.42 votata ad unanimità dal Cocer (senza contestazioni da parte di nessun delegato in forma scritta oppure orale, cosi come riportato nella delibera).  Non ho ricevuto alcun richiamo alle norme ad opera del comitato di presidenza, non risultano agli atti contestazioni scritte oppure segnalazioni ad opera del 1° reparto di SMD e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Cocer peraltro ha una funzione collegiale dal  punto di vista delle delibere e disciplinare del Presidente che peraltro era un mio superiore di grado.  
 
Mi chiedo, quali sono i fatti contestati? come può un allegato riportare fatti realmente accaduti ma allo stesso tempo l'accusa li riconosce diffamatori? ma sopratutto se il cocer è un organismo collegiale e la delibera  con l'allegato è stata controllata dal comitato di presidenza ed approvata ad unanimità senza contestazioni di nessun livello,come può essere oggetto di contestazione?
 
 
Vi sembra normale che per questa vicenda ho perso tempo, soldi tolti alla mia famiglia è salute? si può difendere il personale con questo ritmo che c'è intorno alla rappresentanza militare? (ad eccezione per alcuni dirigenti della rappresentanza in coincidenza al loro mandato, arrivano grandissime opportunità professionali e politiche), per non parlare delle risorse umane che hanno lavorato per il mio caso interrogando un centinaio di colleghi in Italia per aver messo mi piace nei miei post ed altro ,... non aggiungo il danno d'immagine che ho subito con questa vicenda.
 
 
Per approfondire la mia vicenda ecco alcuni link utili (articoli, interpellanze senza risposta dell'ex Ministro Pinotti del PD)
Tutta questa vicenda è andata avanti con la totale indifferenza nei miei riguardi del precedente vertice politico della Difesa, e mi vengono in mente le parole del Ministro Trenta. dopo i recenti suicidi,  
 
Vi sembra umanamente corretto tutto questo?  

# interviste

IL FATTO QUOTIDIANO "ARTICOLO SULL'ACCANIMENTO DISCIPLINARE AL DELEGATO COCER GIROLAMO FOTI"

05.11.2015 04:55
LAVORO & PRECARI Militari, la solitudine del caporale Mirko paladino dei diritti     Più informazioni su: Militari, Ministero della Difesa, Rappresentanza Sindacale, Roberta Pinotti,Sindacati Toni De...

IL TEMPO " LA MISURA E' COLMA SI SACRIFICHI LA CASTA" intervista al delegato COCER GIROLAMO FOTI

05.11.2015 04:52
«La misura è colma Si sacrifichi la casta» Girolamo Foti, lei è delegato Cocer dell’Esercito italiano. L’annuncio del ministro Madia vi ha colti di sorpresa? «Sì, e siamo incazzati. Il nostro stipendio è bloccato dal 2010, ora prorogano...

BLOCCO STIPENDIALE INTERVISTA AL DELEGATO COCER GIROLAMO FOTI - LIBERO

05.11.2015 04:50

INTERROGAZIONI PARLAMENTARI

ATTO DI SINDACATO ISPETTIVO AL SENATO SUL CASO FOTI - IL MINISTRO DELLA DIFESA NON RISPONDE -

23.06.2016 23:00
Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05713 Atto n. 4-05713 Pubblicato il 27 aprile 2016, nella seduta n. 616, CAMPANELLA ,BOCCHINO - Al Ministro della difesa. - Premesso che: il consiglio centrale di rappresentanza (COCER) è vigente ai sensi del codice dell'ordinamento militare (decreto...

Interrogazione con richiesta di risposta scritta sui provvedimenti disciplinari al delegato Foti - IL MINISTRO DELLA DIFESA NON RISPONDE -

23.06.2016 22:56
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Maurizio ROMANI, BENCINI - Al Ministro della difesa - Premesso che: in un articolo pubblicato su "IlFattoQuotidiano", in data 8 febbraio 2016, è riportata una vicenda che, a parere degli interroganti, merita di essere portata...

CASO FOTI - INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE - IL MINISTRO DELLA DIFESA NON RISPONDE

23.06.2016 22:53
RIZZO Gianluca testo di Venerdì 22 maggio 2015, seduta n. 433   — Al Ministro della difesa . — Per sapere – premesso che:  secondo quanto riporta ilfattoquotidiano.it in data 16 maggio 2015 il delegato Cocer caporal maggiore capo scelto Girolamo Foti in forza al...

Fuori rotta " l'articolo della settimana"

IL NARCISISTA 

Il narcisista è un manipolatore, completamente mancante di empatia, che causa consapevolmente dolore agli altri senza alcun rimorso o senso di responsabilità, solo al fine di trarre il proprio rifornimento narcisistico.

Il Disturbo Narcisistico di Personalità (DNP) è caratterizzato dalla completa mancanza di empatia. Il narcisista è incapace di stabilire connessioni intime e di comprendere i bisogni emotivi dell’altro. Generalmente cresciuto in ambienti famigliari disfunzionali (anaffettivi o iper-soddisfacenti), il narcisista non ha sviluppato una propria identità e non è in grado riconoscersi senza far riferimento agli altri. Il meccanismo di difesa è la creazione di un falso sé, che il narcisista alimenta attraverso uno smisurato bisogno di attenzioni, gratificazioni e ammirazione.

LITIGARE CON UN NARCISISTA – L’inutilità del confronto

I narcisisti amano ingenerare conflitti per un duplice motivo:

1) Questo provoca una reazione emotiva nella vittima, determinando rifornimento narcisistico;

2) Il conflitto consente al narcisista di mettere la vittima alle corde così da poterla controllare attraverso le offese e la svalutazione.
Sostanzialmente, confrontarsi con un narcisista equivale a cercare di contenere un litro d’acqua con le mani. Inutile.

Ci sono due tipi di discussioni: quelle create dal narcisista e quelle create dalla vittima.
Nel primo caso, la lite si innesca solitamente su una banalità e, nella maggior parte dei casi, dopo aver condiviso un momento piacevole.

La vittima sarà inizialmente confusa, stordita, impreparata ed incredula. Proverà a minimizzare l’attacco e le critiche, fin quando sentirà poi la rabbia e l’indignazione salire dentro di lei.

Più si muoverà verso la ricerca di un confronto costruttivo, maggiore sarà lo scherno e la confusività cui verrà sottoposta.
Ora, è importante sottolineare che l’obiettivo del narcisista non è mai dimostrare la validità delle proprie argomentazioni: egli si ritiene già assolutamente nel giusto.

L’obiettivo del narcisista è quello di sconvolgere la vittima e di tramutare qualcosa di piacevole in un momento infernale e delirante. La lite ha quindi come unico scopo quello di garantire al narcisista controllo e potere sulla vittima.

Il secondo tipo di discussione è quello che si ingenera nel momento in cui la vittima muove delle accuse al narcisista.
Lo stile del confronto è solitamente pacato, umile, sensibile.

L’aspetto che la vittima sottovaluta è che tutto ciò che dirà non verrà minimamente ascoltato né considerato da parte del narcisista.

L’unica cosa che un narcisista percepisce è il fatto di essere stato accusato e criticato. Mentre la vittima cerca un confronto, tutto ciò che sente il narcisista è una rabbia furiosa che cresce a dismisura per il solo fatto di venir messo in discussione.

Indifferente alle critiche che gli vengono mosse, il narcisista avrà come unica priorità quella di spegnere l’incendio devastante che quelle critiche hanno attivato dentro di lui.
Per interrompere quella rabbia cocente, ha solo due possibilità: la svalutazione della vittima o il muro del silenzio.

Confrontarsi con un narcisista è assolutamente inutile.

Non ci sarà chiarimento o crescita. Nel migliore dei casi, si uscirà da quel confronto con un profondo senso di disorientamento o di colpa.
Nel caso peggiore, quello che ne deriverà sarà una erosione graduale e costante della propria identità.

Il confronto va attivato con se stessi: ti piace quello che stai vivendo? È davvero quella la persona che ami? Che stimi? Che sa farti felice?

A cura di Claudia Scarpati, psicoterapeuta

Attenzione:

Fonte immagine: google ricerca

Fonte dell'articolo: https://psicoadvisor.com/cosa-accade-nella-mente-un-narcisista-nel-momento-cui-si-attiva-discussione-8700.html